Hinterland

Wikipedia dice che hinterland è una parola di origine tedesca (grossomodo corrispondente all'italiano retroterra) con cui s'intende il territorio retrostante ad un porto, che gravita economicamente intorno ad esso. Tale significato si è esteso al territorio circostante ad una grande città in generale, cioè quell’insieme di luoghi che non può più definirsi rurale per come si estende su essi l’influenza economica, culturale e sociale della città cui fanno riferimento. L’estensione dell’hinterland può variare nel tempo in funzione dello sviluppo di infrastrutture e servizi in grado di attrarre flussi di merci verso il centro logistico rappresentato dal porto o dalla città.

Consultando il dizionario on-line di Repubblica, che si rifà al dizionario Hoepli (che nella pagina internet cita come titolare del copyright), questo attribuisce alla parola due significati. Un primo ci offre qualche informazione in più fornendoci una duplice, per quanto parallela, chiave di lettura: "Nell'Ottocento, zona di territorio che si estendeva dietro una determinata linea costiera occupata da potenze coloniali, che esercitavano su di essa diritti di sovranità. Zona di territorio che gravita intorno a un porto marittimo o fluviale, specialmente per importazione ed esportazione di merci." Il secondo significato è attinente al parlato, che estende il significato a "Territorio circostante a una grande città, intorno alla quale gravita economicamente e dalla quale viene influenzato dal punto di vista sociale e culturale". Per completezza è giusto citare il Devoto-Oli che a sua volta definisce due significati non difformi tra loro: "L'entroterra di una regione rispetto a un porto o un tratto di costa, che economicamente gravita su quello" e "La zona periferica estesa di cui subisce l'influenza sociale ed economica e a cui fornisce i prodotti della propria attività".

A questo punto sembra ben illustrato il senso della parola che lascia quindi spazio per un significato che supera il pasoliniano "periferia" a mio avviso gravido di un senso di stazionamento che può assumere significati cangianti che è inquietante osservare come l'effetto è simile alle sfumature del populismo che non è casuale abbia tratto importante vigore nelle narrazioni immediate possibili per via dei software di cui sono dotati i mezzi elettronici attuali. Tecnologie per lo più portatili che consentono di definire abbozzate opinioni compiute soltanto nella loro confezione estetica che è predefinita dal mezzo e inserita in una pagina precompilata. Tale estetica comunica un senso di compiutezza che conferisce pertanto forza a schizzi di idee dall'anima rozza e superficiale che grazie all'immobilismo che è intrinseco in periferia, illuse dai mezzi elettronici, rimaranno tali.

Per questo preferisco "Hinterland", vocabolo che esprime movimento perché il significato trae origine da "porto e suo intorno" ovvero un luogo che è intorno di un qualcosa che si, è puntiforme, ma che da esso è imprescindibile, perché percorso da "roba" che si muove: minimo da merci e, a volte, anche da persone. Noi tutti sappiamo che questa è soltanto una condizione di base che può contenere molto ma molto altro e non mi riferisco certamente all'illegalità.

Può può però succedere, a volte, che l'hinterland è immobile. In questo caso non "occorre fare qualcosa" come dicono gli avventurieri dell'opinione, semplicemente è che le cose, così come stanno, non sono attinenti la realtà del significato intrinseco del termine.